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William Hague sul rinnovamento della diplomazia occidentale del XXI secolo

This world location news article was published under the 2010 to 2015 Conservative and Liberal Democrat coalition government

Il Ministro britannico degli Affari Esteri, William Hague, ha tenuto un discorso presso la Reagan Presidential Library in California.

Nel suo intervento il Ministro Hague ha detto:

Stiamo vivendo un periodo difficile a livello mondiale. Molti paesi occidentali si trovano ad affrontare un’enorme sfida economica, accelerata dalla crisi finanziaria. Dobbiamo necessariamente rafforzare le nostre economie, istruire i nostri giovani e avanzare nella competitività, oppure rischiamo di rimanere indietro nella competizione globale. Questa sfida economica è intensificata dalla crescita di molte economie emergenti che comporta un’ulteriore sfida rispetto ai nostri valori.

Sappiamo che il capitalismo ed i mercati liberi funzionano bene solo se ci sono forme di tutela nei confronti di eventuali monopoli del potere: quando le informazioni sono liberamente accessibili e chiunque lavori sodo o abbia idee brillanti è in grado di condividere il successo con il sostegno di istituzioni politiche solide e indipendenti. Oltre a queste sfide mondiali, siamo di fronte anche ad uno spostamento dello scenario geopolitico e ad un cambiamento delle vecchie certezze.

William Hague ha proseguito dicendo:

Di fronte a tutte queste minacce e a questi cambiamenti alcuni pensano e sostengono che le nazioni occidentali si trovino di fronte a molte più pressioni di quante siano in grado di gestire e che dovrebbero pertanto essere meno ambiziose. A mio avviso, la conclusione da trarre è opposta. Queste minacce creano infatti l’opportunità per rinvigorire ed estendere la nostra diplomazia cercando nuove forme di collaborazione.

Innanzitutto dobbiamo rifiutare l’idea che le nazioni occidentali siano di fronte ad un declino inevitabile. Alcuni prevedono, lugubremente, che la crescita dei paesi emergenti debba per forza coincidere con il fallimento dell’occidente. Ma le nostre società libere ed aperte sono nella posizione migliore per apportare gran parte dei cambiamenti necessari a livello mondiale, per adattarli e gestire le difficoltà.

La nostra risposta alle sfide dovrebbe esprimersi con un processo di rivitalizzazione dei nostri paesi attraverso un’estensione della nostra leadership nell’ambito del capitale umano, un rafforzamento della cultura professionale e una garanzia della dedizione, della lealtà e della diversità di cui solo le società veramente libere possono beneficiare e diffondere. Ecco perché nel corso degli ultimi tre anni il nostro governo di coalizione del Regno Unito non solo ha avviato le più importanti riforme dell’istruzione della storia moderna e la riforma del sistema del welfare, ma ha anche ridotto i posti di lavoro nella pubblica amministrazione di circa mezzo milione creando allo stesso tempo circa un milione di posti di lavoro nel settore privato.

Abbiamo deciso di riaprire le Ambasciate ed i Consolati che avevamo chiuso tempo fa estendendo la diplomazia britannica in luoghi che per decenni non sono più stati a stretto contatto con il Regno Unito e abbiamo allo stesso tempo rafforzato la nostra presenza in altri luoghi.

Dobbiamo essere aperti a creare un numero maggiore di reti sovrapposte tra paesi che collaborano su questioni specifiche, pur avendo posizioni diverse su altre questioni. La nostra sfida è individuare un modo per adattare le nuove voci all’interno delle istituzioni internazionali aumentando la loro efficacia e rafforzando il sistema normativo a livello mondiale e i valori universali. Un Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esteso funzionerebbe solo se riuscissimo a raggiungere quest’obiettivo.

Il Ministro ha concluso il suo discorso dicendo:

Sono cinque, quindi, le mie proposte per i paesi occidentali: rifiutare la psicologia del declino, aumentare deliberatamente il nostro impegno a livello mondiale, costruire delle reti sovrapposte solide, non avere paura di mostrare un atteggiamento di leadership basato sui nostri valori a livello mondiale e persuadere, senza un atteggiamento di supponenza, un numero sempre maggiore di paesi a collaborare con noi per difendere e far progredire questi valori. Se riusciamo a fare tutte queste cose, potremo godere della forza dell’influenza che scorre e non del potere che opprime.

Leggi il testo integrale del discorso in inglese.